Italiano IV Anno Materie

Alessandro Tassoni

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Alessandro Tassoni nacque a Modena il 28 settembre 1565 da una famiglia aristocratica, figlio del conte Bernardino Tassoni e della nobildonna Sigismonda Pellicciari, entrambi modenesi. A dieci mesi perse il padre, e quando aveva due anni e mezzo divenne orfano anche di madre. Fu così affidato alle cure di Giovanni Pellicciari, il burbero e malato nonno materno. Con lui pare si sia recato un giorno presso la torre della Ghirlandina, e in una stanza abbia visto quella secchia, conquistata dai modenesi nel conflitto contro i bolognesi, che sarà fonte ispiratrice del più famoso poema. Alla morte del nonno fu lo zio Marc’Antonio a prendersi cura di lui. Già da piccolo fu cagionevole di salute, bimbo gracile qual era.

All’università studiò diritto prima a Modena, poi a Bologna, Pisa e Ferrara, dove conseguì la laurea. Si diede per qualche anno ad atti di bullismo, accompagnato da alcuni ragazzi che facevano capo ai signorotti locali, vivendo per lo più a Nonantola, da cui fu espulso nel 1595 a causa dei continui episodi di delinquenza.

Dopo aver soggiornato a Torino presso i Savoia tra il 1620 e 1621, si ritirò, amareggiato dalla politica, a vita privata. Passò al servizio prima del cardinal Ludovico Ludovisi e, fino alla morte avvenuta a Modena il 25 aprile 1635, del duca Francesco I d’Este.

 

Opere

La sua opera più famosa è La secchia rapita, un poema in dodici canti in ottave iniziato nel 1614 e pubblicato a Parigi nel 1621, quindi ripubblicato a Venezia nel 1630 nella sua versione definitiva. L’opera è considerata il primo e più noto esempio di poema eroicomico, un genere nato dalla crisi del poema cavalleresco che, pur rispettando i metri e i canoni tradizionali (in particolare le unità aristoteliche) e utilizzando il linguaggio epico, narra un evento completamente privo di eroicità – non per fare una parodia, ma per giocare sull’alternanza tra serio e comico.

Nel caso di Tassoni, il suo poema racconta del combattimento di Scarpolino o Zappolino del 1325, uno scontro tra i ghibellini modenesi e i guelfi bolognesi seguito al furto, da parte dei primi, di una secchia dal pozzo presso la porta di San Felice a Bologna. L’evento viene però fuso anacronisticamente con altre battaglie, tra cui quella della Fossalta del 1249, durante la quale i bolognesi sconfissero i modenesi e fecero prigioniero il re Enzo, figlio di Federico II.

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