Italiano IV Anno Materie

Giovan Battista Marino

ITALIANO

Giovan Battista Marino è tra i principali rappresentanti del concettismo barocco, oltre che una delle figure più significative della letteratura italiana: animato da «un’aggressiva volontà di godimento e di successo».

Giovan Battista Marino nacque a Napoli il 14 ottobre 1569. Dopo essere stato cacciato di casa dal padre, visse sotto la protezione di Giambattista Manso, amico di Torquato Tasso e suo biografo. In seguito fu segretario di vari signori, tra cui il principe di Conca. Incarcerato una prima volta nel 1598 per aver rapito una ragazza, subì un secondo arresto nel 1600 con l’accusa di avere falsificato dei documenti per salvare un amico dalla pena capitale. Tornato libero, compì un viaggio in Italia, e alla fine si stabilì a Roma dove, grazie alla pubblicazione delle Rime a Venezia nel 1602, entrò al servizio del cardinale Pietro Aldobrandini, nipote di papa Clemente VIII. Nel 1608 al seguito del prelato raggiunse Torino, dove si guadagnò la protezione di Carlo Emanuele I, per il quale compose il poemetto Il Ritratto del serenissimo don Carlo Emanuele duca di Savoia.

Marino si trasferì a Parigi nel 1615, sotto la protezione di Maria de’ Medici e Luigi XIII. In Francia condusse una vita fastosa e pubblicò La Sampogna (1620), La Galeria (1619) e soprattutto l’Adone, il suo poema più famoso, dedicato al re Luigi XIII.

 

Opere

-L’adone 

L’opera in cui Marino sprigionò tutto il suo ingegno poetico è senza dubbio l’Adone, a cui lavorò fino alla pubblicazione nel 1623, aggiungendo e innestando materiali diversi. Il poema si compone di venti canti in ottave, e con i suoi oltre 40 000 versi è una delle opere più ampie e complesse della letteratura italiana. La trama, estremamente semplice, ruota attorno all’amore di Venere per il giovane Adone, la cui storia era stata narrata da Ovidio nelle Metamorfosi.

A partire da questa vicenda esile e schematica viene costruito l’intero poema, che invece di elencare gli avvenimenti si sviluppa procedendo per analogie. L’orizzonte dell’opera è erotico-sensuale e presenta un continuo avvicendarsi di immagini, luoghi, segnali mitici, che descrivono i diversi aspetti della realtà: trovano così posto, gli uni accanto agli altri, temi religiosi e mistici, digressioni scientifiche, riferimenti politici, descrizioni di oggetti.

La stessa storia di Adone, che alla fine si trasforma in fiore, è emblema della possibilità dell’uomo di sfuggire all’annullamento dovuto allo scorrere del tempo per rifugiarsi nella letteratura e nelle sue immagini. D’altra parte, l’insistenza nella descrizione di ogni dettaglio e la ricerca di immagini e suoni gradevoli attraverso metafore e giochi di parole arguti possono essere interpretate come l’invito a stringere con maggiore voluttà le cose, sapendo che il tempo le strapperà vi.

 

 

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