Italiano IV Anno Materie

Giovanni Boccaccio

ITALIANO

Giovanni Boccaccio nacque a Certaldo il 16 giugno 1313 . Il padre, socio della banca dei Bardi, si sposta a Napoli, alla corte degli Angiò e la famiglia lo segue. Napoli è città molto ricca e Boccaccio ne partecipa sia ai livelli più alti che a quelli più bassi. Boccaccio studia diritto ma preferisce la letteratura (studia latino e greco, che quasi nessuno studiava; legge i classici, Virgilio e ama molto Ovidio (importanti trattati sull’amore, come l’ “Ars Amatoria” e importanti le “Metamorfosi”, opera mitologica in 14 libri). Scrive opere minori in volgare i cui temi sono: l’amore, la donna (che migliora l’uomo e non ha ruolo marginale; “La caccia di Diana”) e gli ideali cavallereschi, in una visione molto più terrena (come nel “Filocolo”, con Florio alla ricerca dell’amata tra tante peripezie). Innovatore per come si pone nei confronti dei classici, per la visione che ha della società contemporanea, di cui coglie la trasformazione in atto in senso “borghese” e nella quale rivaluta la figura del mercante, prima condannato in senso morale dalla Chiesa. Nuova e moderna è poi la visione che Boccaccio ha dell’amore e dei suoi risvolti sensuali, per cui se da un lato le sue prime opere risentono molto della tradizione cortese e stilnovistica, dall’altro esse esprimono una decisa rivalutazione dell’eros e dell’amore fisico, non più condannato moralmente. Boccaccio è innovatore anche nel rapporto con la tradizione letteraria, sia nel senso che si dedica alla prosa e alla narrativa,  in quanto contribuisce a creare nuovi generi poetici.

La “novella”, come genere letterario, si impone di fronte ad una serie di “concorrenti” minori, numerosi sono i modelli, tra cui modelli della tradizione classica o di quella orientale e un testo anonimo di fine Duecento, il Novellino, che già aveva diffuso il modello della narrazione breve. Ma è solo con il Decameron – e con l’ambiziosità del suo progetto, che sceglie di narrare con lo strumento “inferiore” della prosa in volgare il sistema di valori di una classe sociale in ascesa – che la “novella” guadagna un prestigio decisivo nella nostra storia letteraria.


Opera

Decameron (1351-54) opera simile al Canzoniere: testi che potrebbero essere letti anche soli, ma che vengono poi collegati dall’autore. Il Decameron è simile: 100 novelle, suddivise in 10 giornate, da qui Decameron. Le tre opere più importanti della letteratura ad inizio 300 sono tre libri, strutturati tutti in un certo modo. Abbiamo un “terminus post quem”, ossia la grande epidemia di peste del 1348 (altro motivo di vicinanza con Petrarca, poiché è l’anno in cui muore Laura) la peste nera, che ha decimato la popolazione europea, circa un quinto. Italia era il paese con le più popolate città, molte delle quali vengono dimezzate, se non di più. Struttura dell’opera è su 3 livelli: quando parla l’autore (il proemio, l’introduzione alla 4° giornata [dedicata agli amori tragici, in cui Boccaccio difende la sua opera] e la conclusione). Parla del morbo, del contagio come si manifestava, come si contagiava tra la gente, parlando poi dell’allontanamente delle persone e della perdita del senso di un affetto tra le persone,poi della perdita del senso del dolore. All’inizio del Decameron, nell’introduzione, Boccaccio parla di questa peste. Dopo il proemio vi è la cornice, ossia il racconto dell’incontro alla chiesa di S.M.Novella tra 10 giovani, 7 ragazze e 3 ragazzi. Decidono di trasferirsi al di fuori di Firenze, per novellare (secondo livello fatto dalla brigata dei 10 giovani). Ogni giorno uno diverso dei 10 è re della serata e sceglie il tema (a parte la prima giornata che è a tema libero, come la nona). Entra in gioco anche una dialettica, una discussione tra i narratori (fattore essenziale è quello di far parlare i giovani invece che lo stesso Boccaccio). i personaggi si confrontano e hanno tra loro differenti personalità. I narratori hanno quindi funzione di filtro rispetto alle novelle che vengono da loro raccontate. Il terzo livello è formato dalle novelle stesse. Un ulteriore livello è quando un personaggio di una delle novelle racconta a sua volta una novella.

Molte novelle che Boccaccio racconta, non sono di sua invenzione. Egli riprende, riadatta, ripensa storie da lui già sentite. Non mostrano però sempre in maniera chiara l’idea dell’autore. Ci viene mostrato il mondo in quasi tutte le sue sfumature. Vi sono nobili, poveri, borghesi, mercanti. Per Branca (più grande studioso di Boccaccio del ‘900) quest’opera riflette la visione dell’esistenza umana, propria dei mercanti, individui che sottostavano molto alla mano della sorte (tema importante qua è il confronto tra l’individuo e la fortuna, nel senso di sorte). Il primo personaggio che ci si presenta nel primo racconto nel Decameron è infatti Ser Ciappelletto, un mercante che verrà santificato anche se non meritevole ma per aver tratto in inganno ed essere stato convincente con il confessore. La prima giornata tocca ripetutamente il tema religioso (ad esempio la terza novella, che parla del ricco ebreo che dice di poter mettere sullo stesso piano le tre religioni monoteistiche, nessuna delle quali ha certezza di verità. Grande apertura ad una nuova visione del mondo, diversa da quella medievale.

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