Italiano IV Anno Materie

Giuseppe Parini

ITALIANO

Giuseppe Parino, che cambierà in seguito il cognome in Parini, nacque il 23 maggio 1729 in Brianza, a Bosisio presso il lago di Pusiano, da Francesco Maria Parino, modesto commerciante di seta, e da Angiola Maria Caspani, sorella del curato di un paese vicino. Quella del poeta era una numerosa famiglia di estrazione popolare e i genitori, non potendo permettersi di mantenere il figlio agli studi, lo affidarono, a dieci anni, alle cure di una prozia che abitava a Milano, dove Giuseppe venne iscritto alle classi inferiori delle Scuole di Sant’Alessandro, o Scuole Arcimbolde, gestite dai padri barnabiti.

Parini è da ritenersi il portavoce della “Pubblica Felicità” poiché Parini teorizza che il sovrano dovrebbe essere al servizio della comunità e occuparsi del raggiungimento appunto della “Pubblica Felicità“.

Parini non si schierò contro l’illuminismo creatosi in francia ma bensì voleva contrastare le avanguardie degli illuministi ma allo stesso tempo andava comunque contro ad un cristianesimo radicale, intollerante e dogmatico.

Opere

-Odi: Parini compose le sue Odi in diverse fasi della sua attività poetica, tra la fine degli anni cinquanta e il 1795. Ciascuna di esse fu inizialmente pubblicata separatamente, e solo nel 1791 uscì una raccolta di ventidue odi «già divolgate». A queste seguì una seconda racconta accrescita nel 1795 e una terza, a cura di Reina, nel 1801. Nella loro composizione sono distinguibili tre fasi:

  • una prima (dagli anni cinquana agli anni settanta), dominata da questioni come il benessere sociale, analizzato alla luce del moralismo di Parini;
  • una seconda, iniziata con La laurea del 1777, caratterizzata da tematiche educative;
  • una terza, iniziata alla fine degli anni ottanta, che potrebbe essere definita neoclassica e si concentra sulla nobiltà spirituale e la coscienza della dignità del poeta.

-Il Giorno: è l’opera più importante di Parini, alla quale lavorò per svariati anni fino alla morte, lasciandola incompiuta. Come accennato in precedenza, in vita il poeta pubblicò solo i due poemetti de Il Mattino (1763) e Il Mezzogiorno (1765). Il progetto iniziale prevedeva un terzo poemetto, La Sera, ma presto maturò la decisione di un poema in endecasillabi intitolato appunto Il Giorno e composto da quattro parti: Il MattinoIl MeriggioIl VesproLa Notte. I primi due poemetti furono quindi rimaneggiati, e la parte finale del Mezzogiorno confluì nella prima parte del Vespro(la più breve e meno elaborata). La Notte fu abbandonata negli ultimi anni, e di questa rimangono 673 versi oltre a vari appunti.

 

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