Italiano IV Anno Materie

La commedia dell’arte

ITALIANO

La prima volta che s’incontra la definizione di commedia dell’arte è nel 1750 nella commedia Il teatro comico di Carlo Goldoni. L’autore veneziano parla di quegli attori che recitano “le commedie dell’arte” usando delle maschere e improvvisano le loro parti, riferendosi al coinvolgimento di attori professionisti (per la prima volta nel Teatro Occidentale abbiamo compagnie di attori professionisti, non più dunque dilettanti), e usa la parola “arte” nell’accezione di professione, mestiere, ovvero l’insieme di quanti esercitano tale professione. Commedia dell’arte dunque come “commedia della professione” o “dei professionisti”. In effetti in italiano il termine “arte” aveva due significati: quello di opera dell’ingegno ma anche quello di mestiere, lavoro, professione.

La commedia dell’arte è nata in Italia nel XVI secolo ed è rimasta popolare fino alla metà del XVIII secolo, anni della riforma goldoniana della commedia. Non si trattava di un genere di rappresentazione teatrale, bensì di una diversa modalità di produzione degli spettacoli. Le rappresentazioni non erano basate su testi scritti ma dei canovacci detti anche scenari; i primi tempi erano tenute all’aperto con una scenografia fatta di pochi oggetti.

Nella commedia dell’arte era tutto più confuso e si partiva da una storia e si finiva con l’altra storia diversa vi è un vero e proprio intreccio incoerente. Nel caso in particolare i Goldoni la trama e intreccio seguivano un percorso coerente nello spazio  e nel tempo con una certa linearità.

 

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