Italiano IV Anno Materie

Il Rinascimento

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Secondo una periodizzazione generalmente accettata dagli studiosi (anche se non esente da critiche), la letteratura del Cinquecento può essere divisa in due fasi:

  • il Rinascimento, che si sviluppa nei primi decenni del secolo e che prosegue il processo iniziato con l’Umanesimo;
  • il manierismo, che si afferma nella seconda metà del secolo e rappresenta la crisi del Rinascimento, preannunciando gli esiti della cultura secentesca.

La distinzione tra Rinascimento e manierismo è problematica. Il manierismo si afferma infatti a partire dagli anni trenta, esasperando i canoni del classicismo ed evidenziandone i caratteri artificiali. Tuttavia elementi manieristici si possono ritrovare già in opere rinascimentali, e viceversa alcuni autori vissuti nella seconda metà del Cinquecento sfuggono alla classificazione di manieristi.

Il Rinascimento elabora nuovi modelli con cui guardare alla realtà. Gli sconvolgimenti politici e religiosi, oltre alla scoperta di nuovi continenti, fanno sorgere una nuova immagine dell’uomo. Non è ancora, però, una visione laica e razionale dell’uomo e dell’universo. Si tratta piuttosto di una concezione “naturalistica”, in base alla quale c’è un rapporto organico tra gli aspetti della vita individuale, sociale e naturale.

La vita concepita solo naturalisticamente porta con sé lo spettro della fine del piacere della vita. La morte appare ora come fine naturale di una vita tutta naturale. Negli uomini di questa età c’è un’angoscia che il mondo medioevale risolveva religiosamente: svalutando la vita corporea in vista dell’al di là, si svalutava anche la morte che diveniva un passaggio ad una vita migliore.

Nel Cinquecento nascono anche le prime commedie in volgare. Già a partire dagli anni settanta del Quattrocento, in molti centri culturali italiani erano sorte nuove forme di spettacolo. Erano eventi organizzati dalle corti, diffusi soprattutto a Ferrara e Mantova, e si tenevano in ambienti chiusi. Per lo più venivano rappresentati drammi di soggetto mitologico, ma venivano portati sulle scene anche classici (come Plauto e Terenzio) tradotti in volgare. I luoghi adibiti a queste rappresentazioni erano generalmente le sale dei palazzi signorili, dove poteva trovare posto il pubblico. Gli attori invece di muovevano davanti a una parente della sala che veniva opportunamente dipinta, in modo che si potessero distinguere le diverse scene.

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