Latino Materie V Anno

Plinio “Il Giovane”

Plinio Cecilio Secondo conosciuto Plinio “Il Giovane” come nacque a Novum Comum (oggi Como) nel 61 o 62 da una ricca famiglia di rango equestre. Suo padre Lucio Cecilio morì nel 70, e il bambino venne preso sotto la tutela dello zio materno Plinio Il Vecchio. Poiché era ancora minorenne, Plinio fu affidato all’amico di famiglia Verginio Rufo, che già si era preso cura di lui subito dopo la morte del padre. Plinio fece i primi studi a Como e poi, in mancanza di professori che gli permettessero studi più elevati, si trasferì a Roma dallo zio. A Roma studiò eloquenza alla scuola di Quintiliano, che lo educò nel gusto di uno stile sobrio e del retore greco Nicete Sacerdote, che invece gli’insegnò l’eloquenza asiatica, caratterizzata dalla rapidità e dalla foga del discorso, così che dalla conciliazione cui sottopose i due insegnamenti Plinio trasse il suo personale stile, piuttosto neutro. Da Musonio, filosofo stoico e maestro di Epitteto, Plinio apprese gli elementi della filosofia. A quattordici anni compose una tragedia in lingua greca e a diciassette si trovava a Miseno quando avvenne la tragica eruzione del Vesuvio che nell’agosto del 79 distrusse Ercolano e Pompei e costò la vita anche allo zio, che era voluto accorrere sui luoghi del disastro. Descrisse quegli avvenimenti molti anni dopo con due lettere a Tacito.

A diciannove anni cominciò a esercitare l’avvocatura. Terminato il servizio militare, durante il quale gli furono affidati soprattutto compiti amministrativi, nel suo viaggio di ritorno a Roma fu costretto a fermarsi nell’isola di Icaria e vi compose « versi elegiaci in latino su quel mare e quell’isola ».[9] A Roma fu nominato sevir equitum romanorum. I seviri avevano l’onere di offrire al popolo i relativi giochi sevirali, ma tale carica puramente onorifica e dispendiosa era il preludio a una redditizia carriera pubblica.


Opere

-L’EPISTOLARIO L’opera maggiore a noi pervenuta di Plinio il Giovane sono gli Epistularum libri, una raccolta di lettere (247 dirette a 105 diversi destinatari e suddivise in 10 libri, più 122 lettere del carteggio tra Plinio e Traiano, delle quali 72 sono quelle scritte da Plinio, aggiunte in seguito in un decimo libro) scritte fra il 96 e il 113. L’opera è dedicata all’amico Setticio Claro. Si rifà alla tradizione letteraria e grazie a questo epistolario otteniamo molte informazioni su quel periodo storico. I primi nove libri sono 250 epistole indirizzate a 100 destinatari. Il 10 libro sono 124 epistole di cui 51 sono risposte. Plinio il giovane è uno dei massimi rappresentanti dell’epistografia.

-PANEGERICO DI TRAIANO Discorso celebrativo ed encomiastico per celebrare Traiano, letto in senato il 1 settembre 100, per ringraziare l’imperatore Traiano della nomina a console. Plinio definisce Traiano un dono degli dei, formula esagerata di servilismo , si priva della libertà di esprimere la sua opinione. Riconosce il potere assoluto dell’imperatore. Plinio ricorda gli avvenimenti più importanti della vita dell’imperatore: la gioventù, l’adozione da parte di Nerva, le imprese militari, le riforme civili, la liberalità, la sobrietà, l’azione moralizzatrice della vita pubblica.

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