Storia V ANNO

Crisi del 1929 e New Deal

Storia

Crisi del 1929

Dopo il periodo di sviluppo attraversato dagli USA nei “ruggenti anni ‘20”, si verificò la grande crisi economica del 1929. Questa diventò un fenomeno di portata planetaria e provocò milioni di disoccupati, proiettando sul mondo occidentale un’ondata di miseria destinata a durare per circa un decennio (la Grande Depressione degli anni Trenta).

Durante gli anni Venti, cioè nel periodo che va dalla fine della prima guerra mondiale alla crisi economica del 1929, si ebbe negli Stati Uniti d’America un grande sviluppo economico che ha fatto parlare di questo periodo come dei “ruggenti anni Venti” (in inglese Roaring Twenties).
Ruggenti nel senso che furono anni caratterizzati da una intensa ed euforica ricerca di successo e di emozioni.

I fattori che spiegano lo sviluppo degli anni Venti possono essere riassunti nei seguenti punti:
-Si ebbe un grande sviluppo industriale dovuto all’allargamento dei consumi grazie alla diffusione della produzione in serie (taylorismo e fordismo) e a nuovi stili di vendita (pubblicità e vendite rateali). Beni durevoli, come le automobili Ford, si diffusero in questo periodo.
-Si ebbe un intenso sviluppo agricolo e la crescita delle esportazioni agricole dovuti al fatto che durante la Guerra.
-Si ebbe anche un aumento delle transazioni bancarie e vennero erogati prestiti agli agricoltori per l’acquisto di nuovi terreni e per la meccanizzazione dell’agricoltura.

La grande fase di sviluppo attraversata dagli Usa durante i ruggenti anni Venti si interruppe nel 1929, quando il crollo della Borsa di Wall Street (Wall Street Crash) segnò l’inizio della Grande Depressione che interesserà l’America (e anche l’Europa) durante tutti gli anni Trenta.
La caduta della Borsa fu il segnale dell’arresto dello sviluppo e della fiducia degli investitori. A cosa fu dovuto tutto ciò? Molti fattori possono essere chiamati in causa, ma furono due i più importanti: l’arresto delle esportazioni agricole verso l’Europa, ormai in ripresa dopo anni di guerra, e la saturazione del mercato con i beni di consumo durevoli che restavano invenduti.
Le ragioni della crisi furono:

-La ripresa dell’Europa nel dopoguerra, creò difficoltà agli agricoltori americani i cui prodotti rimanevano invenduti. Circolava perciò meno denaro e l’economia ristagnava.
-La meccanizzazione dell’agricoltura fu a sua volta un altro fattore all’origine della crisi perché
aveva creato disoccupazione e disagi per i braccianti: la meccanizzazione riduceva il bisogno di
manodopera nelle campagne.
-L’intenso sviluppo agricolo dovuto alla grande domanda di beni proveniente dall’Europa in guerra aveva creato inoltre un altro problema. Per avere nuovi terreni da sfruttare, era accaduto che l’agricoltura si era sviluppata anche in zone non adatte, dove si erano prodotti notevoli
squilibri ambientali il cui aspetto più evidente era la desertificazione di queste zone: nelle grandi pianure si era infatti formata un’area desertica, il cosiddetto Dust Bowl.

Il crollo di Wall Street segna l’inizio della Grande depressione che interesserà il paese per tutti gli anni Trenta. Immagini quasi apocalittiche illustrano che cosa sia stato questo periodo.

Crollò il valore delle azioni, che non valevano più niente: investitori e risparmiatori persero tutto quello che avevano.
Fallirono le banche (1/3 delle banche venne chiuso) che gestivano il risparmio e che non recuperavano i crediti
Fallirono le industrie
Enormi diventarono i livelli di disoccupazione (15 milioni di americani erano senza lavoro)


New Deal

La risposta alla Grande depressione venne dal nuovo presidente americano Franklin Delano Roosevelt, democratico, che varò un vasto programma di riforme economiche che avevano il compito di risolvere la crisi. Tale programma prese il nome di New Deal (“nuovo patto” con gli
americani), dalle parole dello stesso Roosevelt, che in un discorso così descriveva i propri obiettivi:

“Ovunque nella nazione, uomini e donne, dimenticati dalla filosofia politica del nostro governo, ci guardano in attesa di guida e di opportunità per ricevere una più equa distribuzione della ricchezza nazionale… Io impegno voi tutti — impegno me stesso, a un nuovo patto [New Deal] per il popolo americano… Questa è più di una campagna elettorale: è una chiamata alle armi.” (Roosevelt)

 

Il New Deal otterrà risultati cospicui, anche se non risolutivi, ma segnerà profondamente le linee della politica economica americana negli anni successivi introducendo elementi di novità nella società americana che prima non erano presenti (controllo dell’economia da parte dello Stato, ruolo dei sindacati, previdenza sociale,
ecc.).
Questi in sintesi i risultati del programma di riforme varate da Roosevelt:
– Dal punto di vista strettamente economico i risultati non furono entusiasmanti perché di fatto la disoccupazione venne riassorbita solo con la mobilitazione determinata dalla Seconda Guerra Mondiale.
– Si affermò il Welfare State (ovvero un sistema di previdenza sociale): lo Stato si assunse il compito
di tutelare i diritti sociali dei cittadini (pensioni, ecc.)
– Il welfare portò alla crescita dell’amministrazione pubblica e dei suoi impiegati
– I sindacati non furono più considerati nemici pericolosi ma legittimi interlocutori del governo.

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