Storia V ANNO

Il Fascismo si fa Stato

Storia

Il 3 gennaio del 1925. Mussolini, dopo la storia dell’omicidio di Matteotti, tiene un discorso alla Camera in cui si assume la responsabilità dell’accaduto. La situazione peggiorò dopo alcuni falliti attentati a Mussolini.

Successivamente lo stato fascista accelerò la propria trasformazione in dittatura, per portare a pieno compimento la
rivoluzione fascista iniziata con la marcia su Roma.
Per governare l’Italia bastavano Mussolini, il duce e i suoi uomini più fidati e pochi altri che entrarono a far parte del Gran consiglio del fascismo, nato nel 1 in accordo tra il Partito nazionale fascista e lo Stato, che raccoglie,
il presidente del consiglio e i presidenti della Camera e del Senato.

Nel corso del 1925,Mussolini per far si che il suo potere si trasformasse in capo del governo a vera e propria dittatura attuò dei provvedimenti. Questi furono i provvedimenti principali:

Polizia ed esercito vennero messi sotto il controllo del partito;
-Fu formata una milizia volontaria, una specie di polizia parallela, composta da uomini fedeli al regime e che obbediva solo ai capi fascisti locali.

LE LEGGI FASCISTISSIME (1925-1926)

Le leggi fascistissime segnano definitivamente il mutamento del sistema politico.

Entrano in vigore tra la fine del 1925 e 1926:
-Viene ristabilita una regola già prevista dallo Statuto Albertino secondo cui il GOVERNO È RESPONSABILE SOLO NEI CONFRONTI DEL RE;

– Per le Elezioni di sindaci e giunte vengono proposti nuovi organismi di nomina
Governativa;

-Viene reintrodotta la pena di morte per chi attenti alla vita di chi governa;

-Il 9 novembre del 1926 si dichiarano decaduti tutti i deputati dell’opposizione;
Nel 1928 Viene approvato la legge secondo la quale il nuovo sistema elettorale prevede che esista un’unica lista nazionale compilata dal gran consiglio del fascismo;

IL PARTITO FASCISTA CONTROLLA:
-Il governo
-Esercito e polizia
-Funzionari pubblici

-Gran consiglio del fascismo e Milizia volontaria

Solo un uomo avrebbe potuto opporsi, il re. Ma Vittorio Emanuele III non volle mai farlo, perché temeva fortemente di scatenare una guerra civile nel Paese.

LA POLITICA ECONOMICA DEL PAESE

Per dare un freno all’inflazione e far scendere prezzo delle importazioni, Mussolini
rivaluta la lira. L’aumento del prezzo delle merce all’ estero è interessante, pertanto la merce italiana perde competitività sui mercati stranieri.
Ciò comporta un rallentamento nella crescita economica, evidente soprattutto negli anni che vanno dal 1926 al 1929.
Mussolini ha come obiettivo l’assoluta autonomia dell’economia e della società italiane: lancia, perciò, la battaglia del grano: un azione volta al raggiungimento dell’autosufficienza alimentare. Per questo, innalza i dazi doganali sui grano (1925), mentre sul versante interno, i produttori vengono stimolati a usare tecniche più moderne.

I PATTI LATERANENSI

Dal 1870 in poi, dopo la conquista militare di Roma i rapporti tra la Chiesa e lo Stato
italiano erano sempre stati difficili.
Dopo una serie di trattative riservate, nel febbraio del 1929 furono firmati i Patti Lateranensi, in base ai quali
-La Chiesa riconosceva lo Stato italiano con Roma capitale;
-In cambio lo stato italiano Avrebbe pagato in dignità per la perdita del potere temporale e governativa alla chiesa, Ossia il ossia Possesso di una piccola area, la città del Vaticano.

 

La Vergogna delle Leggi Razziali

Ci fu un momento della storia del fascismo in cui Mussolini fece un gravissimo:Introdusse nel nostro paese leggi razziali contro gli ebrei nel 1938.

Addirittura, prima della presa del potere da parte di Hitler in Germania, Mussolini definì il razzismo antisemita E una  stupidaggine.

Dopo Che, nel 1935, il nazismo emana le severissime Leggi di Norimberga, il fascismo trovò le leggi razziali per allineare in Italia alla Germania. Gli ebrei furono emarginati dalla vita civile, dichiarati inferiori di Razza, considerati Cittadini pericolosi e diversi.

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