Storia V ANNO

Prima Guerra Mondiale

Storia

Varie furono le cause che scaturirono la prima Guerra Mondiale:

CAUSE POLITICHE:

I rapporti tra gli Stati europei erano tesi. I contrasti politici riguardavano alcuni territori contesi da diverse nazioni: la Francia voleva sottrarre alla Germania l’Alsazia e la Lorena;  l’Italia voleva liberare Trento e Trieste dall’Impero austro-ungarico; Austria, Russia ed Italia volevano espandersi nella zona dei Baleari. Ciò spinse l’Europa a dividersi in due schieramenti:

-la Triplice Alleanza che comprendeva Germania, Austria ed Italia

-la Triplice Intesa, formata da Francia, Gran Bretagna e Russia.

CAUSE MILITARI:

Le grandi potenze, si preparavano da anni alla guerra dotandosi di grandi armamenti. Per questo si parla di corsa al riarm odegli Stati europei.


LO SCOPPIO (28 giugno 1914 – 23 luglio 1914)

A Sarajevo, l’arciduca Francesco Ferdinando, erede al trono dell’Impero austro-ungarico, venne ucciso insieme alla moglie dal nazionalista serbo Gavrelo Princip. Ciò segnò l’avvio della prima guerra mondiale. L’Austria, ritenendo la Serbia responsabile dell’uccisione di Francesco Ferdinando e della moglie, le inviò un ultimatum. Di conseguenza la Russia assicurò il proprio sostegno alla Serbia. Contro la Russia si schierò la Germania che, a sua volta, le inviò un ultimatum. A sostegno della Russia, stipulando un trattato di alleanza militare, intervenne anche la Francia mobilitando le proprie forze armate. L’Italia si dichiarò neutrale.


GUERRA LAMPO 1914-1915

Sul fronte occidentale ci fu una guerra tra Germania e Francia. Con il piano di Schlieffen, che prevedeva una truppa composta da due milioni di soldati, la Germania invase la Francia però, nella prima battaglia della Marna i tedeschi, furono costretti alla ritirata. Ci furono poi degli scontri con le forze inglesi per acquisire il potere di controllo dei porti sulla Manica. Questo segnò l’inizio della guerra di logoramento di cui furono protagoniste: la trincea in cui la vita era monotona e rischiosa allo stesso tempo, logorava i combattenti nel morale e nel fisico, li gettava in uno stato di apatia e torpore mentale; l’assalto con la baionetta, l’artiglieria, i carri armati, i sottomarini, gli aerei ed i gas. In una guerra di questo tipo divenne essenziale il ruolo della Gran Bretagna che, intervenì grazie alle risorse del suo Impero coloniale e alla sua superiorità navale. Di conseguenza, il Giappone, richiamandosi al trattato che lo legava alla Gran Bretagna, dichiarò guerra alla Germania. Sei mesi dopo l’Italia entrò in guerra contro l’Austria – Ungheria.

Durante L’Estate Del 1915,  l’Italia entrò in guerra, si dichiarò neutrale. I neutralisti, cioè coloro che volevano che l’Italia restasse neutrale erano molti. Tra questi abbiamo: – i socialisti: secondo loro, questa era la guerra dei capitalisti, a cui il proletariato non doveva prender parte;

– la maggioranza dei cattolici e la Chiesa: il papa Benedetto XV nel luglio 1915 definirà la guerra un’orrenda carneficina che disonora l’Europa;

– molti parlamentari liberali, guidati da Giolitti: costoro erano convinti che l’Austria avrebbe ricompensato con dei territori la neutralità dell’Italia, e che perciò l’intervento era inutile.

Erano invece interventisti, cioè favorevoli ad entrare in guerra:

– i nazionalisti, fra cui si distingueva lo scrittore Gabriele D’Annunzio: essi volevano entrare in guerra contro l’Austria per liberare Trento e Trieste.

– l’esercito e l’ambiente della corte che, vedevano nella guerra un’occasione di prestigio;

– i grandi gruppi industriali che, pensavano ai profitti che avrebbero ricavato dalle spese della guerra;

– alcuni socialisti e democratici secondo i quali, l’Italia doveva schierarsi con le nazioni democratiche (Inghilterra e Francia) contro gli Stati autoritari (Germania e Austria). Interventista era anche Benito Mussolini. Il 26 aprile 1915 il governo italiano firmò a Londra con Francia e Inghilterra un patto. Le clausole principali prevedevano che l’Italia avrebbe ottenuto, in caso di vittoria, il Trentino, il Sud Tirolo fino al confine naturale del Brennero, la Venezia Giulia e l’intera penisola istriana. Il Patto di Londra restò segreto per due anni. Il 24 maggio 1915 l’Italia entrò in guerra.


Il 24 maggio 1915

Gli Austriaci e i Tedeschi effettuarono una grossa offensiva contro la Russia che, era attaccata anche dai Turchi. L’esercito russo si ritirò e, perse il controllo della Polonia. La Russia iniziò ad essere in difficoltà per l’insufficienza della sua produzione industriale che, non le consentiva di sostenere l’impegno militare. Sul fronte italiano ci furono subito impetuosi attacchi contro gli Austriaci sul fiume Isonzo e sul Carso. Questi attacchi furono guidati dal generale Luigi Cadorna. Gli Italiani, nel 1916 respinsero l’attacco australiano sull’Isonzo e, conquistarono Gorizia.


Sconfitta a Caporetto

Le truppe austro – ungariche, usando nuove tecniche di infiltrazione e, facendo largo uso di gas asfissianti, travolsero gli Italiani a Caporetto, costringendoli ad arretrare fino alla linea del Piave. È di quel periodo l’appello del papa Benedetto XV alle Nazioni, affinché ponessero fine all’inutile strage. Ma, nessuno gli prestò ascolto. Molti lo accusarono di ripetere formule della propaganda pacifista e dei socialisti.


Nel 1917 Tutte le nazioni belligeranti subirono un tracollo morale( sia per la durata della guerra, sia per i numerosi lutti) e, un tracollo economico. Le industrie producevano solo armi, divise e vettovaglie.

 

Nel 1918 Per sostenere la guerra tutti i paesi furono costretti ad un grande sforzo produttivo. Questo sforzo, pesò soprattutto sugli imperi centrali che, facevano fatica a procurarsi la materie prime perché gli inglesi controllavano i mari e, per fermare l’accerchiamento la Germania affrontò la marina inglese nella battaglia dello Jutland nel mare del Nord (maggio 1916). Ma ciò, non bastò a sottrarre agli inglesi il dominio dei mari. I tedeschi allora intensificarono la guerra sottomarina attaccando le navi mercantili e persino quelle del trasporto passeggeri. Destò scalpore l’affondamento del Transatlantico Lusitano che, causò la morte di 124 cittadini statunitensi.

Nel 6 aprile 1917.

L’entrata in guerra degli Stati Uniti, fu decisa dal presidente Wilson per: ripristinare la libertà di navigazione nell’Atlantico e per riaprire l’Europa ai commerci. L’intervento fu reso esecutivo nei primi mesi del 1918 con lo sbarco in Francia del primo milione di soldati americani e fianco degli Alleati. I Francesi, grazie all’aiuto americano contrattaccarono e costrinsero i tedeschi ad abbandonare la Francia e il Belgio.

Nella Primavera 1918.

L’esercito italiano, con a capo Diaz, riuscì a bloccare l’armata austriaca sul Piave.

Il 24 ottobre 1918 In Italia, con Vittorio Emanuele Orlando, capo del governo, l’esercito con a capo Diaz, sbaragliò gli Austriaci a Vittorio Veneto.

Il 4 novembre 1918 L’imperatore Carlo I, successore di Francesco Giuseppe, firmò l’armistizio e ciò, determinò per l’Italia la fine della guerra, anche la Turchia, più volte sconfitta in Medio Oriente da Inglesi e Francesi, chiese la pace.

Il 11 novembre 1918  Guglielmo II abdicò a seguito di una rivolta. Il paese proclamò la Repubblica e, firmò l’armistizio di Rethondes. Gli equilibri dell’Europa erano stati sconvolti da una guerra che, aveva causato il disfacimento di quattro imperi: turco, austro – ungarico, russo e tedesco. Il presidente Wilson aveva subordinato l’intervento americano all’attuazione di un programma in 14 punti, teso a realizzare una pace definitiva.

Il Gennaio 1919 A Parigi fu indetta una conferenza per la pace. Il piano Wilson partiva dal principio dell’autodeterminazione dei popoli e, si concretizzò nella Società delle Nazioni, volta a risolvere qualsiasi controversia internazionale. Gli altri punti riguardavano: la riduzione degli armamenti, l’abbattimento delle dogane e, il ripristino della libertà di commercio. Di questi 14 punti fu realizzato solo quello riguardante la Società delle Nazioni, nata a Ginevra nel 1919.

Il 28 giugno 1919 Nonostante la massima responsabilità della guerra fosse attribuita al Kaiser Guglielmo II già deposto, il governo repubblicano della Germania dovette firmare il Trattato di Versailles che, le imponeva: il risarcimento agli Alleati di tutti i danni di guerra stabiliti in una somma enorme, la consegna della flotta agli Alleati e la proibizione di mantenere un’aviazione militare e un esercito superiore ai 100.00 uomini. L’umiliazione più grande fu la firma di una dichiarazione di colpevolezza in qualità di unica responsabile della guerra e, l’esclusione dalla Società delle Nazioni. I Tedeschi chiamarono questo trattato Diktat cioè imposizione.

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